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Premessa

Mi sono a lungo chiesta se fosse un bene inserire in questo sito web una sezione dedicata alle problematiche e ai “disturbi psicologici”: infatti, Internet è pieno di tali contenuti e credo che questo possa contribuire a facilitare alcuni fenomeni non desiderabili, come l’eccessiva semplificazione di questioni in realtà molto complesse e la tendenza a “diagnosticarsi” da soli questo o quel disturbo, con il rischio di cadere in errori di vario tipo (vedere qui per approfondire). Facendo una ricerca in rete sulle problematiche o i disturbi psicologici più diffusamente trattati, ho constatato come vi siano alcuni modi prevalenti di descriverli: questo può portare i profani della materia a farsi un’idea sbagliata di essi, di come essi vengono intesi in psicologia e in psicoterapia e della stessa diagnosi psicologica.

Ad ogni modo, le persone hanno non solo spesso il desiderio, ma anche il diritto di informarsi, ed è fuori di dubbio che il web sia oggi uno dei mezzi più utilizzati a tal fine. Nel momento in cui decidiamo di dare informazioni, ad esempio attraverso un sito internet o scrivendo su riviste, sta a noi professionisti il compito di comunicarle nel modo più corretto possibile, impegnandoci anche nella difficile ricerca dell’equilibrio tra la correttezza dell’informazione e la sua comprensibilità per interlocutori non esperti in materia.

Anche gli utenti del web dovrebbero, dal canto loro, imparare a navigarci nel modo più consapevole e corretto possibile. Una premessa che credo vada sempre tenuta presente, quando si cercano informazioni su Internet su specifici disturbi psicologici, è la seguente: quanto si legge va “preso con le pinze”. Infatti, anche quando il sito su cui ci troviamo è affidabile e attendibile, tendenzialmente ciò che si legge non è (e non può essere) molto di più che una breve descrizione del disturbo seguita da un elenco dei sintomi in esso riscontrabili. E’ molto facile “ritrovarsi” in essi e cadere nell’errore di convincersi di essere affetti da quel disturbo: basti pensare a quanto spesso una cosa analoga ci capita quando leggiamo i sintomi di malattie che riguardano la nostra salute fisica! Si deve allora tenere presente il fatto che le informazioni reperibili online, anche quando corrette, sono necessariamente non esaustive: per fare una diagnosi bisogna tenere conto di numerosi fattori e dei loro intrecci ed è per questo che solo i professionisti del settore possono farla. Per approfondire il tema della diagnosi in psicologia, si può leggere qui.

Inoltre, non necessariamente un disagio o una sofferenza sono inquadrabili in una diagnosi specifica e definita, e non è necessario “avere” una diagnosi precisa per pensare di potersi rivolgere ad uno psicologo o ad uno psicoterapeuta: a volte, si può infatti provare un malessere psicologico al quale non si può dare un “nome” preciso (per esempio “attacco di panico”, “depressione maggiore”, ecc.), ma per il quale può essere comunque utile o desiderabile per la persona cercare un sostegno. Questo può capitare, per esempio, quando stiamo attraversando un momento di difficoltà personale o nelle relazioni o quando stiamo affrontando una situazione stressante o dolorosa.

Problematiche e disturbi psicologici

Come detto nell’articolo “Psicologia e Psicoterapia”, ci si può rivolgere a uno psicologo per problematiche di vario tipo: ad esempio, per essere aiutati a migliorare la qualità della propria vita e della relazione con se stessi e con gli altri oppure per essere sostenuti nelle capacità utili a fronteggiare eventi critici, periodi di stress o cambiamento, malattie, problematiche lavorative o momenti di disagio.
L’intervento psicoterapeutico aiuta ad affrontare angosce, ansie, disagio e problematiche di diversa gravità e, dunque, quei sintomi legati a stati di sofferenza o disadattamento o, talvolta, alle condizioni che possono essere definite come “psicopatologia”. Per esempio, alcune delle condizioni che possono essere trattate con la psicoterapia (da sola o in associazione ad altri tipi di interventi, a seconda dei casi) sono:

  • i Disturbi d’Ansia (come il Disturbo d’Ansia Generalizzata, il Disturbo di Panico, le fobie, ecc.),
  • il Disturbo Ossessivo-Compulsivo (DOC),
  • il Disturbo da Stress Post-Traumatico (PTSD),
  • i Disturbi Depressivi (come il Disturbo Depressivo Maggiore e altri),
  • i Disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, noti come “disturbi alimentari” (tra cui l’anoressia e la bulimia, ma non solo),
  • le dipendenze patologiche da sostanze (alcol, droghe, farmaci come gli ansiolitici, ecc.) e non da sostanze (gioco d’azzardo),
  • le Disfunzioni sessuali.

Come già detto, non è necessario avere una diagnosi di “psicopatologia” o “disturbo mentale” per desiderare o sentire la necessità di un sostegno psicologico o una psicoterapia. Tante possono essere le condizioni in cui si può avvertire una sofferenza psicologica, e questo non significa avere una malattia né, tantomeno, “essere malati”. Per fare solo alcuni esempi:

  • difficoltà “di comunicazione” o nelle relazioni in famiglia o con gli altri,
  • problemi di coppia,
  • problematiche collegate a eventi critici (malattie, disabilità, disturbi o morte di una persona cara; crescita dei figli; separazione o divorzio; cambiamenti o perdita del lavoro; pensionamento; ecc.),
  • stati di disagio o sofferenza psichica vissuti dalla persona come “vaghi” e non collegabili a eventi o situazioni particolari e che non rientrano nei disturbi prima citati.

L’intervento psicologico online

La possibilità di utilizzare il web per le prestazioni psicologiche non è stata una novità portata dal periodo dei primi lockdown legati alla pandemia di Covid-19: infatti, l’intervento psicologico online, attraverso piattaforme che consentono di effettuare videochiamate, era una pratica diffusa già da diversi anni, soprattutto negli Stati Uniti. Certamente, tuttavia, con la pandemia si è verificato un ulteriore incremento di questa modalità, che è stata vista in certi casi con un certo scetticismo, in altri con un interesse rivolto principalmente ai vantaggi che essa può offrire. Vediamone alcune caratteristiche.

Stiamo parlando di sedute che si svolgono a distanza attraverso l’uso delle tecnologie di comunicazione. Gli incontri avvengono quindi online, usando le consuete e ormai note piattaforme che consentono di effettuare videochiamate.

Le maggiori criticità rispetto alle sedute a distanza sono forse quelle legate allo scetticismo che può esserci circa la loro efficacia. Questo scetticismo può essere dovuto al fatto che generalmente si dà per scontato che, per instaurare una buona relazione, sia indispensabile la vicinanza (cioè la compresenza) fisica del paziente e dello psicologo/psicoterapeuta. Inoltre, le sedute a distanza potrebbero rivelarsi inizialmente disagevoli per chi ha poca familiarità con le nuove tecnologie e potrebbero in alcuni casi far pensare a una maggiore fatica nell’entrare in relazione e nel costruire una fiducia reciproca. L’efficacia delle sedute online è stata tuttavia ampiamente provata (vedi dopo).

Le sedute a distanza comportano certamente alcuni vantaggi: ad esempio, sono più accessibili, nel senso che annullano gli ostacoli che possono essere incontrati dalle persone che hanno difficoltà di spostamento per motivi di salute o problemi legati a disabilità. Le sedute online possono essere preferibili anche per le persone che vivono in zone povere di servizi psicologici e possono rivelarsi utilissime per svariate categorie di lavoratori con particolari esigenze e orari: basti pensare a chi per lavoro viaggia molto e, dunque, trovandosi spesso in città o addirittura Paesi diversi, avrebbe difficoltà a recarsi fisicamente con regolarità presso lo studio dello psicologo o psicoterapeuta.
Gli interventi psicologici online consentono anche di scegliere uno psicologo o psicoterapeuta a prescindere dalla città in cui esercita.

L’efficacia degli interventi psicologici online è stata dimostrata.
La “Commissione Atti Tipici, Osservatorio e Tutela Della Professione” del CNOP (Consiglio Nazionale Ordine degli Psicologi) nel 2017 ha prodotto il documento Digitalizzazione della professione e dell’intervento psicologico mediato dal web. In esso si afferma che «la ricerca empirica, in particolare nel campo della psicoterapia ha fornito una mole impressionante di dati riguardo l’efficacia degli interventi mediati dalle nuove tecnologie» (p. 49). Viene poi citato come esempio lo studio di review di un noto ricercatore (Gerard Andersson, 2016), pubblicato sulla rivista Clinical Psychology Review. Il documento del CNOP riassume così: «in questo studio l’autore raccoglie i risultati degli ultimi 15 anni riguardo gli interventi psicologici e psicoterapeutici condotti via internet i quali si sono rivelati efficaci per un ampissimo spettro di condizioni psichiatriche e di sintomatologie somatiche in più di 100 studi controllati (RCT)» (p. 50).

Sì, sarebbe bene avere qualche accorgimento per poter svolgere le sedute online. Prima di tutto, occorre fare in modo di tutelare la propria privacy: dunque, se non vivete da soli, è necessario scegliere una stanza della casa in cui sappiate di poter stare tranquilli e di non essere ascoltati o interrotti da familiari o altri coinquilini.
Proprio come nelle sedute in presenza, sarebbe poi opportuno non avere fonti di distrazione e, quindi, spegnere per esempio il telefono ed eventuali altre applicazioni aperte nelle vostre vicinanze (come la posta elettronica o i social media). In questo modo, sarà possibile essere concentrati sulla seduta e trarne maggiore vantaggio.

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