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Sono una Psicologa e Psicoterapeuta (iscritta all’Albo degli Psicologi della Regione Emilia Romagna con numero 8490, Sezione A). Dopo essermi laureata con lode all’Università degli studi di Roma La Sapienza, mi sono specializzata in Psicoterapia della Famiglia ad approccio sistemico-relazionale presso l’IIPR - Istituto Italiano di Psicoterapia Relazionale, sede di Roma. Ho inoltre approfondito, tramite un corso specifico, lo studio e la pratica del Training Autogeno e ho frequentato un master in Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA).

 

Attualmente, lavoro a Bologna (e online, nei casi in cui è possibile) come psicologa psicoterapeuta libera professionista (interventi rivolti a individui, coppie e famiglie) e mi occupo di formazione rivolta a psicologi e altri professionisti, in particolare nell’ambito dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento, rispetto al quale mi interesso principalmente degli aspetti legati alla metacognizione e dei fattori emotivo-motivazionali e relazionali implicati nell’apprendimento.

In passato, ho lavorato in contesti diversi e complessi, e questo ha sicuramente arricchito il mio modo di guardare la realtà: ho operato come psicologa volontaria e tirocinante specializzanda in psicoterapia presso il consultorio familiare di Tivoli (ASL Roma G) e, sempre come psicologa tirocinante specializzanda in psicoterapia, presso il Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura dell’Ospedale San Giovanni Addolorata di Roma (ASL Roma C) e presso il Centro di Salute Mentale IX di Roma (ASL Roma C). Ho lavorato presso diverse cooperative sociali di Roma e dintorni, operando, tra le altre cose, nell’ambito di un servizio rivolto al sostegno di minori in nuclei familiari multiproblematici e di un centro diurno di prima accoglienza per persone ad alto rischio di esclusione sociale (ad esempio, persone immigrate e senza fissa dimora). Queste esperienze hanno accresciuto le mie competenze nell’ambito del disagio psicologico anche in contesti di marginalità sociale.

 

Sono sempre stata affascinata dalla comunicazione e da quel qualcosa che avviene, nello scambio interattivo e nella relazione, tra le persone: questo ha avuto i suoi riflessi sia nella scelta dell’approccio nel quale specializzarmi (sistemico-relazionale, vedi sotto) che nei vari ambiti di studio che ho approfondito negli anni: tra gli altri, lo sviluppo delle capacità comunicative nel bambino con sordocecità congenita e l’analisi del comportamento non verbale. La considerazione verso i più ampi contesti di vita delle persone mi ha portata ad interessarmi delle conseguenze psicologiche che possono riscontrarsi nelle popolazioni che vivono in zone inquinate e, successivamente, ad approfondire il tema delle cosiddette competenze di cittadinanza. Attualmente, mi occupo anche di apprendimento che, coerentemente con la mia ottica sistemica, vedo come processo in cui entrano in gioco fattori diversi e interagenti (non solo cognitivi, ma anche metacognitivi, emotivi, motivazionali, relazionali).

 

 


Il perchè di questo sito web

 

Le cose umane non sono semplici né certe, ma complesse. Ed è anche in questa complessità, dove “complesso” non significa “complicato”, ma indica piuttosto la qualità dell’essere composto da più parti interagenti (dal latino cum plècto: intrecciato insieme, come la trama di un tessuto), che si può trovare una strada utile e percorribile.

Convinta del diritto delle persone ad essere informate e contraria alle eccessive semplificazioni, in cui vedo il rischio di proporre una lettura superficiale e distorta delle cose, in questo sito mi propongo di dare un’idea del mio approccio di riferimento e delle prestazioni che offro, tenendomi lontana da allettanti offerte di “ricette per la felicità” e “passi per sconfiggere” questo o quel sintomo.

 

 


Il mio approccio di riferimento

 

Ogni parte di un sistema è in rapporto tale con le parti che lo costituiscono che qualunque cambiamento in una parte causa un cambiamento in tutte le parti e in tutto il sistema. Vale a dire, un sistema non si comporta come un semplice composto di elementi indipendenti, ma coerentemente come un tutto inscindibile. (P. Watzlawick, J.H. Beavin, Don D. Jackson, Pragmatic of human communication. A study of interactional patterns, pathologies, and paradoxes, W.W. Norton & Co., Inc., New York, 1967 [tr. it. Pragmatica della comunicazione umana. Studio dei modelli interattivi delle patologie e dei paradossi, Astrolabio, Roma, 1971, p. 118])

 

Il mio approccio teorico di riferimento è quello sistemico-relazionale. Tale modello, emerso verso la metà del secolo scorso, trae origine dal tentativo di andare oltre l’osservazione del comportamento del singolo individuo, che viene considerato non come una monade isolata, ma come parte di un sistema più ampio (la sua famiglia in primis, a sua volta in relazione con altri sistemi): il campo di osservazione si sposta, così, dall’individuo all’individuo nel contesto, nel sistema di relazioni in cui egli è uno degli elementi interagenti. Il “sintomo”, dunque, acquista significato se viene letto all’interno del sistema in cui si manifesta.

 

Prive di contesto, le parole e le azioni non hanno alcun significato. (G. Bateson, Mind and Nature. A Necessary Unity, Copyright by Gregory Bateson, 1979 [tr. it. Mente e Natura, Adelphi, Milano, 1984, p. 30])

 

La psicoterapia sistemico-relazionale ha visto per lungo tempo come suo campo d’azione elettivo la terapia rivolta alle famiglie (e alle coppie). Più recentemente, sono state riconosciute le possibilità della terapia individuale sistemica, fondata sull’assunto che l’individuo esprime e riassume in sé le regole del sistema di cui è parte.

 

Di solito, l’intervento è relativamente breve.